Un artista inimitabile, una città che lo ha amato e una notte sospesa tra memoria e poesia: così nasce “Nun ve trattengo”, il docu-film dedicato a Franco Califano. L’opera porta sul grande schermo non una biografia tradizionale, ma un ritratto intimo e corale di uno dei cantautori più controversi e amati della musica italiana. Sarà disponibile nelle sale dall’ 8 Settembre.
“Nun ve trattengo”: Una notte romana per raccontare il Califfo
La narrazione si sviluppa nell’arco di una sola notte a Roma, città che Califano ha cantato e vissuto fino in fondo. Il racconto prende avvio dagli studi di Radio Radicale, dove un giornalista conduce una trasmissione in omaggio al Maestro. Parallelamente, un fan – interpretato da Raffaele Vannoli – viaggia a bordo di un’auto d’epoca, ascoltando la stessa diretta radiofonica. La città eterna diventa così teatro onirico di un pellegrinaggio sentimentale, in cui ogni luogo richiama episodi e frammenti della vita del Califfo.
Testimonianze e ricordi inediti
Il cuore pulsante del film è costituito dalle voci di chi ha conosciuto Califano da vicino: amici, colleghi e artisti che ne hanno condiviso pezzi di strada. Tra i tanti nomi spiccano Claudia Gerini, Barbara Palombelli, Francesco Rutelli, Federico Zampaglione, Mita Medici, Maurizio Mattioli, Antonello Mazzeo e Alberto Laurenti. Ma ci sono anche voci più giovani, come Franco126, Ketama126 e Noyz Narcos, a testimonianza dell’eredità che Califano ha lasciato anche alle nuove generazioni.
Attraverso aneddoti, ricordi e materiali di repertorio esclusivi, il film restituisce l’immagine di un uomo oltre il mito del “tombeur de femmes”. Emergono il Califano privato, quello generoso e fedele negli affetti, capace di ascoltare e di non piegarsi mai alle mode del momento. Un autore autentico, che ha scritto testi indimenticabili sia per sé sia per altri interpreti della musica italiana.
Un omaggio imperfetto, ma pieno di cuore
Girato con uno stile volutamente essenziale e lo-fi, tra riprese in ambienti privati, registrazioni notturne e dialetto romano, “Nun ve trattengo” abbandona la forma patinata delle grandi produzioni per privilegiare l’autenticità. È un mosaico affettuoso di memorie, arricchito dalla voce dello stesso Califano che risuona nel film, regalando agli spettatori l’emozione di riascoltare il suo timbro unico.
Non si tratta di una biografia completa, ma di una celebrazione collettiva. Una sorta di “giornale dei sentimenti” che mostra Califano come artista indipendente, ironico, talvolta controverso, ma sempre profondamente legato alla sua Roma e alla sua gente.
L’eredità di un poeta popolare
Il docu-film mette in luce le due anime del “Califfo”: quella scanzonata e popolare, e quella poetica e malinconica. Se la prima lo ha reso un personaggio noto a tutti, è la seconda che continua a risuonare più forte che mai, come dimostrano le canzoni ricordate nel film, da “Un tempo piccolo” a “Io nun piango”.
“Nun ve trattengo” diventa così non solo un omaggio cinematografico, ma anche un invito a riscoprire un autore che, tra alti e bassi, ha lasciato un segno indelebile nella cultura italiana. Un viaggio che commuove, diverte e fa riflettere, proprio come le notti romane del suo indimenticabile protagonista.