“Last Breath”: Un dramma sotto la superficie
Cosa accade quando la routine di un’immersione industriale si trasforma in un incubo? “Last Breath”, il nuovo film diretto da Alex Parkinson, risponde a questa domanda con un racconto teso e viscerale. Ambientato nelle profondità del Mare del Nord, il film mette in scena la lotta disperata per la sopravvivenza di tre subacquei professionisti quando un guasto tecnico minaccia di condannarli a una fine silenziosa e invisibile, centinaia di metri sotto il livello del mare.
Una storia vera che supera la finzione
Il film prende ispirazione da un fatto realmente accaduto nel 2012, quando il sub Chris Lemons rimase intrappolato a circa 100 metri di profondità dopo la perdita di alimentazione e comunicazioni con la nave madre. Con pochissimo ossigeno a disposizione e nessuna certezza di essere recuperato, la sua sopravvivenza dipese esclusivamente dal sangue freddo e dalla determinazione dei compagni. Parkinson aveva già raccontato questo episodio nel documentario omonimo del 2019, ma con “Last Breath” porta sul grande schermo una versione drammatizzata che non perde di vista l’autenticità della vicenda.
Cast stellare tra tensione e umanità
Il film vede protagonista Woody Harrelson, nei panni di Duncan Allcock, il veterano del gruppo, capace di mantenere calma e leadership anche nelle situazioni più disperate. Al suo fianco c’è Simu Liu, che interpreta Dave Yuasa, il sub meticoloso e razionale, pronto a reagire con lucidità quando la paura potrebbe prendere il sopravvento. Finn Cole veste invece i panni di Chris Lemons, il giovane e sfortunato sub intrappolato sul fondo del mare, la cui sopravvivenza diventa la missione impossibile dei compagni. A completare il cast troviamo anche Cliff Curtis, volto noto per le sue interpretazioni intense e carismatiche.
Tra claustrofobia e solidarietà
Gran parte del film si svolge in un ambiente ostile e soffocante: il buio del fondale marino. Parkinson costruisce la tensione sfruttando l’assenza di luce e suono, facendo percepire al pubblico l’angoscia di un mondo dove il tempo scorre veloce e ogni respiro è contato. Ma “Last Breath” non è solo un survival thriller: è anche un racconto di solidarietà e fratellanza, dove il legame tra colleghi si rivela l’unica ancora di salvezza in condizioni estreme.
Riprese autentiche e uscita in sala di “Last Breath”
Per rendere la narrazione il più realistica possibile, la produzione ha scelto location reali come il Mare del Nord e gli studi subacquei di Malta. Gli attori si sono preparati con settimane di addestramento subacqueo, imparando a indossare e utilizzare le vere attrezzature da immersione, rendendo ancora più credibili le loro interpretazioni.
L’uscita nelle sale americane è fissata per giovedì 4 settembre.
Perché vedere “Last Breath”
Se sei appassionato di thriller realistici e di storie tratte da eventi realmente accaduti, “Last Breath” è un film che non puoi perdere. Non offre eroi sovrumani, ma persone comuni che, davanti a un evento straordinario, dimostrano un coraggio e una forza che vanno oltre la paura. Un viaggio claustrofobico e intenso, che lascia senza fiato fino all’ultimo minuto.