Il secondo capitolo della trilogia di Peter Jackson, “Lo Hobbit – La desolazione di Smaug”, ha conquistato milioni di spettatori con le sue ambientazioni mozzafiato, i personaggi carismatici e il leggendario drago Smaug. Ma dietro la magia del grande schermo si nascondono numerosi dettagli affascinanti e retroscena che rendono il film ancora più interessante.
La voce di Smaug: un mix sorprendente
Uno degli elementi più iconici del film è senza dubbio Smaug, il temibile drago che ha saccheggiato Erebor. La sua voce, minacciosa e ipnotica, è stata interpretata dall’attore britannico Benedict Cumberbatch, che non si è limitato a doppiarlo ma ha anche realizzato il motion capture del personaggio. Per ottenere il suono profondo e cavernoso di Smaug, la voce di Cumberbatch è stata modificata digitalmente e mescolata con altri suoni, tra cui il ruggito di un leone e il brontolio di un alligatore.
Il ritorno di Legolas in “La desolazione di Smaug”
Sebbene Legolas non compaia nel romanzo di J.R.R. Tolkien, Peter Jackson ha deciso di inserirlo nel film per creare un collegamento più forte con la trilogia de “Il Signore degli Anelli“. Interpretato ancora una volta da Orlando Bloom, l’elfo di Gran Burrone ha avuto un ruolo chiave nella lotta contro gli orchi e nell’introduzione della guerriera elfica Tauriel, personaggio inedito creato appositamente per la trilogia.
Il dettaglio nascosto nell’Occhio di Sauron
Un piccolo ma intrigante dettaglio visivo si trova nella scena in cui Gandalf affronta il Negromante a Dol Guldur. Quando l’oscura figura si trasforma in Sauron, il suo occhio iconico mostra per un attimo le fattezze dell’Unico Anello, suggerendo il legame profondo tra i due elementi e anticipando gli eventi della trilogia successiva.
L’evoluzione del look di Thorin
Il personaggio di Thorin Scudodiquercia, interpretato da Richard Armitage, subisce un’evoluzione significativa nel corso della trilogia. In “Lo Hobbit – La desolazione di Smaug”, il suo aspetto diventa progressivamente più regale, con un’armatura più elaborata e un mantello maestoso, simboleggiando la sua crescente ossessione per la riconquista di Erebor e l’oro del drago.
Un Guinness World Record per Bombur
Nel film, uno dei momenti più divertenti coinvolge Bombur, il corpulento nano interpretato da Stephen Hunter. Durante la fuga nei barili lungo il fiume, Bombur si lancia fuori dal proprio barile, atterra su un gruppo di orchi e poi ritorna agilmente nel contenitore. Questa sequenza è stata così spettacolare da essere riconosciuta dal Guinness World Records come “la scena più complessa con effetti speciali basata su un solo personaggio”.
Il set di Pontelagolungo
Pontelagolungo (Esgaroth) è una delle ambientazioni più affascinanti di “Lo Hobbit – La desolazione di Smaug”. Per renderlo il più realistico possibile, la produzione ha costruito un gigantesco set galleggiante in Nuova Zelanda, con edifici in legno veri, canali e pontili. Alcune scene, tuttavia, sono state girate in digitale per ampliare la città e darle un aspetto ancora più grandioso.
Un cameo inaspettato
Peter Jackson ama inserire piccoli camei nei suoi film. In “Lo Hobbit – La desolazione di Smaug”, il regista appare brevemente nelle prime scene del film: è l’uomo con il cappello scuro che esce da una porta nella città di Brea mentre Thorin entra nella locanda “Il Puledro Impennato”.