Il film “Tutti gli uomini del presidente”, uscito nel 1976 e diretto da Alan J. Pakula, è una delle opere più celebri sul giornalismo investigativo. Basato sull’omonimo libro di Bob Woodward e Carl Bernstein, racconta l’inchiesta del Washington Post che portò alla scoperta dello scandalo Watergate, costringendo il presidente Richard Nixon alle dimissioni. Oltre alla sua rilevanza storica, il film nasconde numerosi retroscena e curiosità che lo rendono ancora più affascinante.
Un’attenzione maniacale ai dettagli
Una delle caratteristiche più sorprendenti di “Tutti gli uomini del presidente” è l’accuratezza con cui sono stati ricostruiti gli uffici del Washington Post. La produzione ha persino acquistato le stesse scrivanie e gli stessi cestini usati nella redazione reale. Inoltre, per rendere tutto più autentico, i registi hanno chiesto ai giornalisti veri di disseminare le scrivanie di fogli e materiali di lavoro, creando un effetto di disordine controllato.
Un casting perfetto per “Tutti gli uomini del presidente”
Robert Redford e Dustin Hoffman, rispettivamente nei panni di Bob Woodward e Carl Bernstein, furono scelti con grande cura. Redford, tra l’altro, fu determinante nel portare la storia sul grande schermo: acquistò i diritti del libro prima ancora che venisse pubblicato, convinto della sua importanza. La chimica tra i due attori fu fondamentale per trasmettere la tensione e la frenesia dell’inchiesta giornalistica.
Il misterioso “Gola Profonda”
Uno degli elementi più iconici del film è il personaggio di “Gola Profonda”, la fonte anonima che aiuta Woodward e Bernstein a smascherare lo scandalo. Interpretato da Hal Holbrook, il personaggio è sempre avvolto nell’oscurità, sottolineando il clima di segretezza. Nella realtà, l’identità di “Gola Profonda” rimase un mistero fino al 2005, quando si scoprì che si trattava di Mark Felt, ex vicedirettore dell’FBI.
“Tutti gli uomini del presidente”: Una sceneggiatura da Oscar
La sceneggiatura di “Tutti gli uomini del presidente”, scritta da William Goldman, vinse il premio Oscar. Tuttavia, non tutto quello che vediamo nel film corrisponde alla realtà: alcune scene furono semplificate per ragioni narrative. Ad esempio, molte delle conversazioni tra Woodward e “Gola Profonda” non avvennero esattamente come mostrate sullo schermo, ma furono adattate per mantenere alta la tensione.
Un’eredità cinematografica e giornalistica
Oltre ad essere un capolavoro del cinema, il film ha avuto un impatto enorme sulla percezione del giornalismo investigativo. Ha ispirato intere generazioni di reporter e ha consolidato l’immagine del giornalista come paladino della verità. Ancora oggi, in molte scuole di giornalismo, viene proiettato per mostrare l’importanza della determinazione e della verifica delle fonti.







